domenica 24 maggio 2009

Ultima di Maldini

Oggi ultima partita allo stadio Meazza del giocatore del Milan Paolo Maldini e mi viene da pensare che quest’uomo, non lontano da me per età, ha ripetuto questo suo lavoro che è anche un rito riconosciuto, in ogni domenica dei miei anni trascorsi a Milano. Ogni domenica da me passata a tentare di rimettere ordine in casa e nella mia vita, a girare per la città nella speranza che accadesse qualcosa di bello e nuovo, a dipingere, a creare, a maledire la sorte, a digitare su qualche tastiera, a leggere, a lavorare i miei poveri lavori, lui avrà ripetuto in ordine e con regolarità, la sveglia, il pranzo un dato numero di ore prima della partita, gli esercizi di riscaldamento e poi i novanta minuti, la doccia e poi il viaggio di ritorno e poi qualche presenza televisiva e poi quant’altro io non conosco della routine di un calciatore professionista di alto livello. Tutto questo fin da parecchi anni prima che io venissi a vivere a Milano e chi è nato allora già frequenta l’università o lavora da tempo.
Per tirare qualche somma, mi viene da chiedermi se per certi versi io non sia più contento di aver potuto vivere tutti questi giorni illudendomi di poter fare un po’ quello che volevo, a differenza di un personaggio famoso che pure ammiro e certo anche invidio, e, volendo tentare una risposta, non mi discosterò forse molto dalla banalità, ma dirò che sarebbe bello poter provare nella stessa vita, entrambe le facce della medaglia.

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