giovedì 9 luglio 2009

Grancasse e ragionamenti.

Al termine di ogni tornata elettorale si svolge la corsa alla dichiarazione più appariscente e redditizia sui risultati. Resomi conto che, come prevedibile, la recente tornata non ha fatto eccezione, ho cercato i risultati elettorali delle elezioni politiche italiane degli ultimi 40 anni. Nelle sei tornate tutte anticipate, tenutesi dal 1968 al 1987 mi pare di poter affermare che si assiste a una tendenza graduale e continua a un leggero spostamento dell'elettorato da destra a sinistra, mantenendo però il condizionale poichè per ogni partito ho considerato quella che potremmo definire la collocazione ideale e non lo schieramento di alleanze contingenti. Per fare un esempio ho considerato i voti del Partito Socialista a sinistra pur essendo all'epoca il P.S.I. alleato nei governi moderati con la Democrazia Cristiana.Proprio nel 1987 i voti considerabili di sinistra, superano quelli considerabili di destra. Nel febbraio 1992, poco prima che la legislatura termini, scoppia Tangentopoli. Alle elezioni tenutesi il 5 aprile dello stesso anno, si assiste al crollo dei partiti tradizionali, la sinistra e la destra che prima complessivamente raccoglievano la quasi totalità dei voti espressi, sono intorno al 43-44 per cento a testa, con una leggera prevalenza della sinistra. Ma a chi va il restante 12-13 per cento ? In buona parte alla Lega Nord, che con l' 8,5 per cento, ottiene la sua prima grande affermazione.Da allora la Lega Nord, facendo salvi i casi di qualche amministrazione locale, si è sempre alleata con il centro-destra, conducendolo a tre vittorie su cinque nonostante l'appannamento di consensi registrato tra il 2001 e il 2006 con percentuali intorno al 4 per cento, contro l'8-10 per cento registrato prima e dopo tali date. Da notare che escludendo la Lega Nord, i voti agli altri partiti sono rimasti nel frattempo divisi tra destra e sinistra in una maniera non lontana dalla parità, registrando un'altalena ora a favore dell'una ora a favore dell'altra, pur tenendo conto anche qui dei limiti di raffronto, visti i cambiamenti di sistemi elettorali succedutisi.

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